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Terre di Ezzelino

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L’uomo che immaginò il Veneto

Terre di Ezzelino

Giorgio Cracco arriva a definirlo “l’artefice remoto del formarsi di una originaria identità regionale” e, va oltre, definendolo “padre della regione veneta”.
Una posizione che si allontana di molto dall’immagine leggendaria con la quale, nei secoli, si è coperta e nascosta l’azione politica di Ezzelino da Romano.
Un’azione che con la sottomissione di Verona, Vicenza, Padova e Treviso “costruì sul territorio la prima Signoria italiana” (Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore, Milano, 1981).

Un progetto politico inglobante tutto il Veneto ed oltre, fino a Trento ed Aquileia, a Brescia a Mantova e a Ferrara.
Insomma “il progetto di una regione veneta non è partito nel primo Quattrocento da Venezia e dal dominio di Venezia in terraferma, come di solito si crede, bensì da molto prima, nel corso del Duecento […] e per opera di quel gran signore del Pedemonte che fu Ezzelino”. (G. Cracco, Nato sul mezzogiorno, Vicenza, 1995, pag. 22).

Di fatto, Ezzelino da Romano si fece portatore di una forma di potere su scala sovra cittadina e di un progetto statuale inedito e in anticipo sui tempi.

Egli riuscì a collegare i vari centri ed i relativi territori, facendo intendere che “Verona, Vicenza, Padova, Treviso, coi loro distretti, castelli e giurisdizioni, potevano vivere in un organismo unico” (Carlo Giudo Mor, in Studi ezzeliniani, a cura di G. Fasoli, Roma, 1963).

Alla sua morte però, quando anche la sua visione svanì con lui, si tornò alla ‘piccolissima patria’, al particolarismo ed alla disomogeneità territoriale ricca di guerre piccole e grandi e costellata di rivalità e chiusure campanilistiche.

La fine dell’uomo coincise con il tramonto di un’utopia: un territorio unito e forte e centrale nella politica europea.

Tanto protesa verso il centro della politica e della cultura europea (rappresentata all’epoca dal Sacro Romano Impero che si potrebbe dire, ancora una volta con le parole del prof. Cracco, che se avesse vinto alla fine il binomio Federico–Ezzelino, “il Veneto sarebbe diventato non già una regione dell’Italia, ma un Land tedesco”. (G. Cracco, op. cit., pag. 72)

 

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6 Giugno 2010 - Onara

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La visione di un territorio forte e unito
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La leggenda di un uomo
maledetto perché libero
Perché capace di immaginare, per primo, la regione veneta.

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