Quando il 22 maggio 1238, giorno di Pentecoste, nella Basilica di San Zeno in Verona, Ezzelino III da Romano sposò Selvaggia di Svevia, figlia naturale e legittima dell'imperatore Federico ii, l’ultimo dei da Romano divenne capitano imperiale e capoparte ghibellino per tutti i paesi tra le Alpi di Trento e il fiume Oglio.
Tutta quest’area, di fatto, era già sotto la giurisdizione di Ezzelino che aveva iniziato il suo dominio a partire dalle terre della famiglia (ossia i territori di Romano, Bassano, Marostica e di tutti i castelli situati sui colli Euganei) ed estendendolo, grazie alle sue abilità politico militari, su Trento, Belluno, Treviso, Vicenza, Verona, Padova e Brescia, creando ciò che storici chiamano protosignoria.

Senza l’eredità di Ezzelino da Romano non si potrebbero neppure concepire le scelte politiche attuate dai Carraresi o dagli Scaligeri, e forse, neppure la crescente avanzata in terraferma della Serenissima, che due secoli più tardi divenne dominatrice della “Venetia”.
Di fatto, politicamente e militarmente i da Romano erano i signori di tutta quest’area, strategica perché Ezzelino III controllava il Brennero (passaggio naturale, per l’Italia, per accedere all’Europa e all’Impero); da qui colui che passò alla storia come il Tiranno sognava un grande stato che unisse la Marca a Milano.







