Alberico da Romano (1201 – 1260) Figlio di Ezzelino II e Adelaide, fratello di Ezzelino III.
Fu podestà di Vicenza nel 1227, e tenne sotto il suo controllo anche Bassano e Romano. Colto e saggio governatore, molto diverso per indole e interessi dal fratello Ezzelino, fu comunque condizionato dalla figura più forte del Tiranno. Dopo un periodo di alleanza infatti, il loro rapporto degenerò in seguito alla “prigionia” della figlia Adelaide, relegata nel castello di Lucera, (presso Foggia) con il marito Rinaldo d'Este erede di Azzo VII, signore guelfo e primo nemico dei da Romano.
Il matrimonio, voluto da Ezzelino, anziché avvicinare le due casate portò quasi allo scontro, scongiurato dall'Imperatore Federico II nel 1239, con l'allontanamento e la reclusione della coppia. Alberico, passato quindi alla parte guelfa, tolse Treviso al fratello e ne divenne Podestà nel 1240 e nel 1247 combatté in soccorso di Parma, assediata dall'Imperatore Federico II. Nel 1256 però passò di nuovo dalla parte del fratello. Sul finire dell'anno precedente papa Alessandro IV dava incarico a Filippo Fontana, arcivescovo di Ravenna, di condurre una crociata contro Ezzelino “nemico della chiesa e dell'umanità”.
La caduta di Padova (20 giugno 1256) da un lato segnò un rovescio per Ezzelino, che vide anche molti suoi ex alleati delusi aggregarsi con i crociati, dall'altro divenne lo spunto per un riavvicinamento tra i due fratelli. Giunto a Padova infatti, a dar man forte e a reclamare il suo premio, Alberico si vedrà sbattere letteralmente le porte della città in faccia, dagli stessi crociati anti-ezzeliniani.
L'ultima stagione del dominio di Alberico si risolse così in una dura vendetta, in particolare contro la Chiesa, che considerava probabilmente prima responsabile della beffa di Padova. Il riavvicinamento tra Alberico ed Ezzelino si compì con il trattato del 3 aprile 1257 e lo scambio del bacio della pace dell'8 maggio successivo.
Il patto di fede al fratello maggiore “costò” ad Alberico tre dei suoi figli, che egli dovette consegnare in ostaggio, ma gli permise di mantenne la podestaria di Treviso.
La ferocia di Alberico fu da allora paragonata a quella del fratello, al quale è accumunato anche dalla scomunica, inflittagli da Alessandro IV nel 1258 e dal leggendario concepimento avvenuto dall’unione bestiale della madre Adelaide con un mostro demoniaco.
Alla morte di Ezzelino (1259), la Marca si consegnò ai padovani sollevandosi contro i da Romano. Alberico riparò con la sua famiglia nel castello di San Zenone, dove resistette fino al 26 agosto del 1260. Il corpo straziato di Alberico fu trascinato a cavallo in mezzo ai nemici, portato a Treviso con quello dei figli e bruciato in piazza.



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