Le terre di Ezzelino sono portatrici di una ricchezza culturale, civile, intellettuale, ambientale, morale che è data dai loro cittadini, dalle eccellenze che hanno saputo creare, dalla loro laboriosità e dallo spirito infaticabile che li contraddistingue. E li caratterizza da secoli.
Come Ezzelino III da Romano? Nessuno indicherebbe Ezzelino come modello, ma è indubbio che egli seppe incarnare un principio e una visione.
Il principio di un territorio unito e compatto al suo interno, la visione di una grandezza che questo territorio raggiunse solo raramente dopo la sua morte.
Ezzelino da Romano unì una terra e un popolo e ne dimostrò tutte le potenzialità. Il signore da Romano costruì un principato due secoli prima della nascita delle Signorie, tracciando di fatto la strada per un nuovo modello politico, giocò la sua partita su uno scacchiere internazionale e infine diventò una leggenda, che ancora concorre alla crescita di una fiorente letteratura.
Chi, oggi, si fa portatore della stessa eccellenza, dello stesso principio e della stessa visione?
Il progetto “Masnadiere di Ezzelino” si propone di rintracciare oggi, nel ventunesimo secolo, i protagonisti della vita civile e culturale delle terre ezzeliniane. In vari ambiti e attraverso le più diverse professionalità questo territorio riesce ad interpretare quei caratteri di innovazione, unità, eccellenza, (perché no?) combattività, che contraddistinsero la potenza del signore da Romano.
In questo senso “Masnadiere” non sarebbe termine filologicamente appropriato, secondo i moderni dizionari. Ma non fu sempre così.
L’uomo di masnada al tempo di Ezzelino era un “cavaliere”, fedele alla causa del suo Signore; quasi un eroe, come lo rappresentò (nel 1781) il romanticismo di Friedrich Schiller: un uomo consapevole e orgoglioso della propria forza, sprezzante della mediocrità, capace di sfidare ogni autorità, ogni legge, ogni convenzione, ogni limite, per affermare la sua libertà e la sua individualità eccezionale.
Fedeltà alla causa di un territorio e capacità di eccellere: questi è il “Masnadiere” che il Centro Studi vuole riconoscere.