1194
Scrive Rolandino {footnote}Rolandino, Vita e morte di Ezzelino da Romano, a cura di Flavio Fiorese, Fondazione Lorenzo Valla/ Arnaldo Mondadori Editore, 2004{/footnote}: « Dopo il ripudio di Cecilia e la morte di Ezzelino il Balbo, Ezzelino secondo si occupò dei suoi affari e, grazie all’invio di nunzi in Toscana a una terra chiamata Mangona, contrasse matrimonio con Adeleita, sorella dei conti di Mangona, che erano chiamati anche conti Rabbiosi. […]. Per quarto da essa generò Ezzelino III, che davvero appartenne alla stirpe dei Rabbiosi e nacque, correndo l’anno del Signore 1194, il 25 aprile, sul mezzogiorno (anno domini MCLXXXXIIII, die VI exeunte aprilis, circa meridiem). »
1223
Nella chiesa di San Donato, ad Angarano, il 5 luglio avviene la divisione dei beni tra i figli Alberico ed Ezzelino da parte di Ezzelino ii il Monaco, che da questo momento si ritira nel convento di Oliero, a nord di Bassano. « Fecit divissionem inter filios suos dominus Ecelinus, concedendo dominio Ecelino partem suam in tarvisiana et domino Alberico in Vicentia ».
1224
Il marchese d’Este con i suoi alleati compie, per rappresaglia contro Salinguerra Torelli, signore di Ferrara e cognato di Ezzelino, una strage a Fratta, nel Polesine. Ezzelino non può intervenire in aiuto dell’alleato a cui scrive: “Due sono principalmente in questa vita le cose per cui gli uomini sono tenuti tra l’altro a impegnarsi: osservare la parola data agli amici e vivere con onore”.
1227
In primavera, su invito della potente famiglia dei Monticoli, scendendo dalla Valcamonica, con un’azione a sorpresa Ezzelino entra a Verona e toglie la podesteria al partito del conte di S. Bonifacio, suo cognato e rivale.
Nello stesso anno viene occupata Vicenza e Alberico ne diviene il nuovo podestà.Ezzelino intanto con il pretesto che qui trovavano rifugio i briganti della zona, prende il castello di Fonte, vicino ad Asolo, proprietà dei Camposampiero e sotto la protezione di Padova.
1228
Per intervento di Venezia Ezzelino riconsegna il castello di Fonte. La pace viene fatta sulle rive del fiume Brenta (presente lo stesso Rolandino). Il signore da Romano ricorda ai padovani l’eccidio di Fratta e il tentativo, non riuscito, di uccidergli il padre, organizzato dai Camposampiero nella piazza S. Marco di Venezia.
1230
Nuovo colpo di mano dei Monticoli a Verona; podestà viene eletto Salinguerra Torelli, cognato di Ezzelino. Riccardo di S. Bonifacio fu incarcerato (per chiedere la sua liberazione, l’anno dopo, Ezzelino riceverà Antonio di Padova).
1232
Il 14 aprile Ezzelino occupa Verona con soldati imperiali, “pro custodienda civitate” in nome di Federico ii.
Nello stesso periodo l’Imperatore è nel Friuli, in aprile ad Aquileia, in maggio a Pordenone ed ha colloqui con Ezzelino.
1233
Nei pressi di Verona, Frate Giovanni di Schio dell’ordine dei Predicatori organizza il celebre Alleluja o convegno di Paquara (San Giovanni Lupatoto) dal nome della grande spianata in cui si tenne. Si trattò di un grande raduno di popolo (secondo documenti dell’epoca sulla riva lupatotina dell’Adige si riunirono più di 400mila persone) insieme a grandi personalità dell’epoca che si concluse con la cosiddetta Pace di Paquara.
1236
Il 24 gennaio Ezzelino occupa Verona con le sue truppe. All’inizio dell’estate gli imperiali attraversano la Lombardia, compiendo rappresaglie contro i comuni. A novembre sono a Vicenza. A Verona Ezzelino prende la podesteria con Bonifacio da Panico.
1237
Continua l’offensiva ghibellina con la battaglia di Cortenuova. I padovani eleggono 16 podestà alla difesa della città in stato di emergenza. Il marchese d’Este comanda le truppe cittadine. I 16 congiurano per consegnare la città ad Ezzelino che ne prende possesso il 25 febbraio, ricusando però la podesteria a favore del conte Gaboardo di Arnstein. Di fatto però, scrive Rolandino, «nei consigli e negli arenghi, Ezzelino parlando aggiungeva […] che la verità era che Padova si era data a lui oltre che a Gaboardo per conto dell’imperatore e ai nunzi imperiali; per cui qualunque cosa ormai si facesse o si trattasse a Padova per conto del comune, non aveva alcun valore se non era fatta per consiglio e col consenso di Ezzelino ».
Il signore da Romano comincia perciò a farsi molti oppositori. Tra essi l’abate Arnaldo di Santa Giustina, che si reca dall’Imperatore accusando Ezzelino di violenza arbitraria, Jacopo da Carrara, che avrà con lui un alterco alla presenza dello stesso Federico, e Giordano Forzatè.
Il 3 marzo anche Treviso si consegna alle truppe imperiali. In settembre Federico sconfigge i Milanesi con i loro alleati, il 27 novembre cade anche Lodi.
1238
Scrive Parisio da Cerea « Il 22 maggio Ezzelino andò a Verona e nel giorno di Pentecoste davanti a S. Zeno di Verona lo stesso imperatore diede in moglie ad Ezzelino da Romano sua figlia Selvaggia ». In agosto gli imperiali pongono l’assedio a Brescia, per due mesi.
Il conte Rizzardo di S. Bonifacio, già cognato di Ezzelino, passa dalla parte guelfa allontanandosi definitivamente dall’imperatore.
Federico passa l’inverno a Parma e Cremona.
1239
Il primavera l’Imperatore è a Verona e quindi nella Marca, dove i padovani lo accolgono con grandi onori; il 24 marzo viene scomunicato da Gregorio IX.
A Padova viene scoperta una prima congiura contro il podestà eletto dallo steso Ezzelino.
Il marchese d’Este intraprende una insistente politica per il controllo del territorio fra Padova a Ferrara, recuperando alcuni dei suoi castelli più importanti a sud di Padova.
In aprile il figlio del marchese e Adelaide, figlia di Alberico, vengono mandati nelle Puglie per ordine dell’imperatore e come concordato dalle paci di Paquara. In conseguenza di ciò, Alberico passa nelle file dei guelfi e comanda l’insurrezione contro il podestà imperiale, diventando protetto del papa.
1240
Ravenna e Piacenza diventano guelfe, come Ferrara sottratta a Salinguerra Torelli.
Ezzelino riprende Bassano, dopo che Alberico è passato con la parte guelfa.
Federico riconquista Ravenna in agosto e pone l’assedio a Faenza.
A Padova, il podestà Tebaldo Francesco fa decapitare Jacopo da Carrara.
1241
Federico affida il governo di Trento ad Ezzelino.
Il 13 aprile Faenza cede agli imperiali.
In agosto muore Gregorio IX. Gli succede Celestino IV il 26 ottobre, ma il nuovo papa muore il 10 novembre.
1242
A Padova è podestà Galvano Lancia, cognato di Ezzelino. In città vengono costruite le famigerate Zilie, prigioni che prendono il nome dal loro ideatore.
A Verona è podestà Enrico di Egna, nipote di Ezzelino.
1243
Ezzelino prende il castello di S. Bonifacio.
Il 25 luglio diviene papa Innocenzo IV.
1244
Ezzelino consolida la sua posizione, ormai in aperta autonomia rispetto all’Imperatore: caccia infatti Galvano Lancia da Padova, per corruzione e pone al suo posto Guizardo Realdesco da Brescia che “appellatus est sacri imperii vicarius a flumine Olii usque Tridentum et Paduanorum potestas”.
In luglio il papa fugge da Roma a Genova e da qui in Francia.
1245
Il papa pone residenza a Lione e, il 13 aprile scomunica l’imperatore e Re Enzo.
Rolandino scrive che in quest’anno è tenuta una riunione organizzata dall’imperatore a Verona, per l’inizio dell’estate, a cui partecipano alcuni tra i suoi più importanti alleati. Qui, il cronista racconta come i veronesi fossero entrati in lite con le truppe imperiali e ne uscissero vincitori per intervento di Ezzelino. Ulteriore segno che ormai la forza di Ezzelino, al nord, non è inferiore a quella di Federico.
1246
A Padova viene scoperta una seconda congiura. L’abate di S. Giustina viene incarcerato ad Asolo dove morirà nel 1255.
1247
A Padova il nuovo podestà è il “consanguineus Eceli” Guecellotto di Prata.
A Verona viene ucciso Enrico di Egna, nipote di Ezzelino.
A fine giugno Federico cinge d’assedio Parma e costruisce la città fortezza di Vittoria.
1248
Disfatta degli imperiali a Parma, la nuova città viene distrutta.
Ezzelino è nel frattempo impegnato nella conquista di Feltre e Belluno.
Il 19 aprile riceve la sua prima scomunica.
1249
Guglielmo d’Olanda presenta giuramento come nuovo re dei Romani al papa.
Pier delle Vigne processato per tradimento e accecato muore a Pisa
A Padova la podesteria è affidata ad Ansedisio dei Guidotti, altro “consanguineus” di Ezzelino.
A fine estate Ezzelino prende Este e le fortificazioni vicine.
Il 16 settembre si sposa con Beatrice di Bontraverso, cercando così una soluzione pacifica ai contrasti con la città di Padova.
1250
A Padova, sempre più numerose le esecuzioni di nobili avversari di Ezzelino.
A Verona il da Romano fa coniare una nuova moneta e modifica gli statuti.
Il 13 dicembre a Ferentino, nelle Puglie, muore Federico ii.
1251
A Cittadella Ansedisio fa costruire altre prigioni: la Torre di Malta.
Il papa Innocenzo IV, parte da Lione e si ferma a Perugia.
Corrado, figlio di Federico ii, si accorda con Ezzelino e Oberto Pallavicino, vicario generale in Lombardia.
1252
A Padova, Ansedisio « pensava tutti i diversi tormenti e aggiungeva male ai mali… finchè poteva nasconderli sotto la tirannide di un altro ». Ezzelino divide la città in zone militari, affidandone il comando ai suoi più fedeli capitani.
Il giovedì santo giunge la seconda scomunica per il da Romano.
1253
Terza congiura padovana. In febbraio si attenta alla vita di Ezzelino. Secondo Rolandino si sarebbe trattato di un tal Monte, che poteva essere stato inviato dal Veglio della Montagna, un giustiziere leggendario e misterioso.
1254
Il 25 maggio muore Corrado.
Il 12 luglio Ezzelino stringe nuova alleanza con Oberto Pallavicino per un mutuo aiuto.
Il 10 dicembre muore papa Innocenzo IV, gli succede Alessandro IV.
1255
In febbraio muore ad Asolo, l’abate Arnaldo di S. Giustina, che diverrà con S. Antonio simbolo della libertà padovana.
In aprile Trento si ribella dopo la morte di Sodigerio di Tito che comandava la città per ordine di Ezzelino.
Il 20 dicembre Alessandro IV emana un breve indicendo una crociata contro Ezzelino nemico della chiesa e dell’umanità. L’incarico di organizzare e condurre i crociati è dato a Filippo Fontana, arcivescovo di Ravenna.
1256
Mentre Ezzelino è nel territorio di Mantova, Padova si arrende alle truppe del legato Fontana, che entra in città il 20 giugno.
Ezzelino rientra a Verona.
La tradizione guelfa vuole che in questa circostanza egli abbia fatto uccidere undicimila padovani suoi prigionieri
1257
Ezzelino con Buoso di Dovara e Oberto Pallavicino si accordano per la conquista di Brescia.
L’8 maggio Alberico ed Ezzelino si riavvicinano. Per suggellare l’accordo Alberico consegna al fratello tre dei suoi figli in ostaggio.
1258
Il 28 agosto Brescia è occupata da Ezzelino e i suoi alleati. La città viene divisa in tre parti, ma presto il da Romano resta l’unico arbitro incontrastato. I suoi due alleati si uniscono così ai guelfi creando una potente lega antiezzeliniana.
1259
Ezzelino muove alla conquista di Milano verso la fine dell’estate. L’azione a sorpresa viene però vanificata dal podestà Martino della Torre, avvisato in tempo e pronto a sbarrargli la strada con l’esercito del comune. Costretto a ritirarsi Ezzelino ha la peggio presso Cassano d’Adda dove viene ferito. Abbandonato dai suoi in rotta, il da Romano viene catturato e condotto a Soncino dove muore il 27 settembre (altri cronisti sostengono il 1° ottobre). Oberto Pallavicino e il marchese d’Este gli rendono onore con solenni esequie.
Alla morte di Ezzelino Vicenza, Bassano e altre città della Marca si consegnano ai padovani.







