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Ezzelino da Romano

Introduzione

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Moneta

“Si narra che il padre di Ezzelino, prima che questi nascesse, vide in sogno il colle di Romano innalzarsi a tanta altezza da toccare quasi il cielo, e poi d'un tratto struggersi come neve, e non esser più nulla: il che avrebbe dovuto significare che il nascituro, giunto in poco tempo a grande altezza, sarebbe poi precipitato in rovina”. (Brentari, 1888)

Tanti sono i racconti, le fole popolari, le leggende, i versi dedicati al più importante condottiero italiano del xiii secolo, tanto che per dire chi fu veramente Ezzelino da Romano occorre sempre partire da lunghe premesse, distinguo, note a margine.

Ezzelino nacque il 25 aprile del 1194 a Romano (oggi Romano d’Ezzelino, in provincia di Vicenza), ma come tutti i grandi personaggi, sono molte le città che vorrebbero fregiarsi del titolo di sua “patria natale”. Omero nacque in sette città, ad esempio.
Certa è la località in cui morì, Soncino, borgo in provincia di Cremona, ma dubbi restano sulla data (la più attendibile è il 27 settembre 1259) e sulla sua sepoltura.

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Cronologia della vita

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1194

Scrive Rolandino : « Dopo il ripudio di Cecilia e la morte di Ezzelino il Balbo, Ezzelino secondo si occupò dei suoi affari e, grazie all’invio di nunzi in Toscana a una terra chiamata Mangona, contrasse matrimonio con Adeleita, sorella dei conti di Mangona, che erano chiamati anche conti Rabbiosi. […]. Per quarto da essa generò Ezzelino III, che davvero appartenne alla stirpe dei Rabbiosi e nacque, correndo l’anno del Signore 1194, il 25 aprile, sul mezzogiorno (anno domini MCLXXXXIIII, die VI exeunte aprilis, circa meridiem). »

1223

Nella chiesa di San Donato, ad Angarano, il 5 luglio avviene la divisione dei beni tra i figli Alberico ed Ezzelino da parte di Ezzelino ii il Monaco, che da questo momento si ritira nel convento di Oliero, a nord di Bassano. « Fecit divissionem inter filios suos dominus Ecelinus, concedendo dominio Ecelino partem suam in tarvisiana et domino Alberico in Vicentia ».

1224

Il marchese d’Este con i suoi alleati compie, per rappresaglia contro Salinguerra Torelli, signore di Ferrara e cognato di Ezzelino, una strage a Fratta, nel Polesine. Ezzelino non può intervenire in aiuto dell’alleato a cui scrive: “Due sono principalmente in questa vita le cose per cui gli uomini sono tenuti tra l’altro a impegnarsi: osservare la parola data agli amici e vivere con onore”.

1227

In primavera, su invito della potente famiglia dei Monticoli, scendendo dalla Valcamonica, con un’azione a sorpresa Ezzelino entra a Verona e toglie la podesteria al partito del conte di S. Bonifacio, suo cognato e rivale.
Nello stesso anno viene occupata Vicenza e Alberico ne diviene il nuovo podestà.Ezzelino intanto con il pretesto che qui trovavano rifugio i briganti della zona, prende il castello di Fonte, vicino ad Asolo, proprietà dei Camposampiero e sotto la protezione di Padova.

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