Il Centro Studi Ezzelino da Romano è punto di riferimento per lo studio e la promozione della storia, la cultura e le eccellenze del territorio che va dal Tagliamento all’Oglio, con particolare riferimento all’epoca ezzeliniana sviluppatasi tra i secoli XI e XIII.
Il Centro Studi Ezzelino da Romano nasce da un’idea semplice e forte: ristabilire un equilibrio tra il valore del pedemonte veneto e la percezione che di esso hanno i suoi cittadini, le istituzioni, gli enti pubblici e privati.
Non è un fatto politico, è un fatto culturale e di promozione territoriale.
Non un sogno di conquista ma di rinascita intellettuale e civile.
Le terre ezzeliniane sono portatrici di una ricchezza culturale, civile, intellettuale, ambientale, morale che è data dai loro cittadini, dalle eccellenze che hanno saputo creare, dalla loro laboriosità e dallo spirito infaticabile che li contraddistingue. E li caratterizza da secoli.
Come Ezzelino III da Romano?
Nessuno indicherebbe Ezzelino come modello, ma non è neppure questo il punto.
Ezzelino da Romano incarna un principio e una visione.
Il principio di un territorio unito e compatto al suo interno, la visione di una grandezza che il Veneto non ha mai più raggiunto dopo la sua morte.
Ezzelino da Romano unì una terra e un popolo e ne dimostrò tutte le potenzialità (non solo in senso militare come ha voluto la storiografia).
Il signore da Romano costruì un principato due secoli prima della nascita delle Signorie, giocò la sua partita su uno scacchiere internazionale e infine diventò una leggenda, un mito che ancora intimidisce e concorre alla crescita di una fiorente letteratura.
Il Centro Studi Ezzelino da Romano parte da queste considerazioni le sue attività.
Ezzelino in tal senso diventa punto di partenza e pretesto per promuovere il territorio che fu teatro della sua vicenda politica e militare, ma anche scenario delle azioni di una famiglia, i da Romano, colta e raffinata, che fu protagonista di una trasformazione ancora visibile nel Pedemonte.
Ezzelino e i da Romano possono quindi costituire un motivo esclusivo e prestigioso di coesione tra tutti i territori del Pedemonte veneto, non già per la gloria di un signore medioevale, ma per uno scambio sociale, culturale e turistico, che questo antico legame può rinsaldare.
Il Presidente dr. Simone Cavallin



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