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Home Approfondimenti Le macchine da guerra Petriera, Mangano e Trabucco

Petriera, Mangano e Trabucco

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La petriera era una macchina mobile da lancio molto utilizzata nel Medioevo e più conoscita col nome comune di catapulta. Questa macchina era fornita di un grande arco orizzontale formato da un grosso fascio di lunghe tavole. Una grossa corda ne collegava le estremità. Tra corda e arco veniva montato un braccio verticale imperniato in basso e dotato di un cucchiaio nel quale andavano posti i proietti. Mediante un processo nevrobalistico il braccio veniva poi abbassato fino a tendere il grosso arco alla  massima tensione. Caricato il cucchiaio con i pesi da lanciare, il braccio veniva poi rilasciato, ottenendo così il lancio contro l’obiettivo desiderato. Salvo rarissimi casi, una petriera medievale non era di grandi dimensioni, potendo scagliare massi di peso inferiore al quintale. Ciò le garantiva una certa mobilità, potendo essa venir spostata con  una certa celerità da un punto all’altro del campo d’assedio. Va sottolineato come sia luogo comune l’idea che la petriera riuscisse a sfondare le mura di castelli e fortezze: il suo uso era perlopiù indicato per colpire obiettivi all’interno delle mura – come case, magazzini, cisterne – o, da parte degli assedianti, per distruggere le macchine  d’assedio avversarie.
Molto più grande nelle dimensioni era il mangano, macchina d’assedio fissa il cui braccio era costituito solitamente da un tronco d’albero alla cui sommità veniva fissata una  fionda atta a contenere il proietto. Il perno su cui il braccio ruotava era situato molto in alto, sorretto da poderosi supporti che dovevano sostenere la forza di lancio. Tra i supporti, spesse fasce di corda avevano il compito di fermare il braccio in posizione verticale, consentendo il lancio del proietto. Anche il caricamento del mangano si otteneva tramite grossi fasci di corde torte dalla forza di molti uomini. Le dimensioni dei proietti e la gittata di tiro era ben superiore a quella della petriera, così che un tiro di mangano poteva seriamente minacciare una cinta muraria.
Nei primi anni del Duecento una nuova macchina superò il mangano per potenza e lunghezza di tiro: il trabucco. Sostanzialmente simile al mangano, ma di dimensioni ben maggiori, il trabucco traeva invece forza da un enorme contrappeso applicato alla base del braccio di tiro. Il contrappeso era costituito da un enorme cassone ligneo  riempito con terra, pietre o piombo. Al rilascio del braccio la forza sviluppata era straordinaria, permettendo lanci molto lunghi e devastanti.
L’esercito di Ezzelino era ben fornito di queste macchine. Il cronista Rolandino narra di come – all’assedio di Este del 1249 – Ezzelino fece circondare la rocca con  quattordici enormi macchine le quali, assieme a molte petriere, battevano le mura da ogni parte, distruggendo il palazzo del marchese e parte del castello. Lo stesso  cronista ricorda certi trabucchi che lanciavano massi del peso di milleduecento libbre e oltre: un peso che – a seconda della misura considerata – è stimato tra i 405 e i 580 chilogrammi.

Petriera
Ricostruzione di una petriera

Trabucco
Un trabucco
(da E.Viollet Le Duc, “Dizionario di architettura francese”)

 
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