• Aumenta dimensione carattere
  • Dimensione carattere standard
  • Diminuisci dimensione carattere
Home Approfondimenti La Guerra Razzie e Gualdane

Razzie e Gualdane

E-mail Stampa PDF

Una componente basilare della guerra medievale è senza dubbio alcuno la razzia. Lo spogliare i territori del nemico fu infatti la tattica più diffusa, col duplice scopo di indebolirne le risorse e di accumulare beni utili a finanziare le azioni di guerra. Muovere un esercito era anche allora un’azione costosa che necessitava – per forza di cose – di una solida disponibilità economica. Problemi di natura logistica – quali, ad esempio, il vettovagliamento delle truppe o la reperibilità dei materiali necessari all’azione – potevano esser risolti attingendo alle risorse dell’avversario volontariamente rinchiusosi tra le sue mura. In tal modo si veniva a creare anche un impatto demoralizzante per quest’ultimo, il quale, anche in caso di vittoria, avrebbe comunque perduto parte delle proprietà collocate all’infuori delle sue mura. Pressoché ogni azione dell’esercito veniva infatti preceduta da una sistematica spoliazione del territorio nemico, con guasti alle messi e incendio dei villaggi circostanti. A trarre vantaggio da queste operazioni erano tutti i componenti dell’esercito in marcia: al signore comandante spettava una porzione variabile da un terzo ad un quinto dei beni razziati, a seconda della sua importanza; venivano in secondo piano i cavalieri, ai quali spettavano porzioni minori, ma sempre superiori a quelle destinate ai fanti o ai zaffoni. Quest’ultimi erano praticamente i veri e propri esecutori del saccheggio, e non nascondevano affatto la loro bramosia di beni altrui. Gli altri quadri dell’esercito invasore, invece, preferivano motivare il loro vantaggio economico come giusta mercede per i loro atti di guerra, consapevoli di come le loro azioni non tanto differissero da quelle dei predatori di più umile condizione.

Un altro atto di disturbo particolarmente diffuso nel Duecento era la gualdana. Si trattava di una scorreria devastatrice compiuta contro villaggi e territori nemici in stato di guerra non apertamente dichiarata. Tale azione veniva compiuta da drappelli di uomini a cavallo detti berrovieri, una sorta di cavalleria leggera rapida nei suoi spostamenti. Scopo della gualdana era di arrecare danno al nemico, ed allo stesso tempo di provocarne la reazione: non furono rari i casi in cui ad una gualdana ne seguiva un’altra in senso opposto, in un incessante logorio presagio di una futura guerra tra parti avverse.


I normanni razziano il territorio di Dol e attaccano la città

I normanni razziano il territorio di Dol e attaccano la città (arazzo di Bayeux)

 
Condividi su Facebook

Bacheca

Busto Ezzelino III

Immortalare l'Immortale

10mila euro per il fantasma di Ezzelino

 

Incontro con lo scrittore
Alberto Toso Fei

Mercoledì 2 Febbraio ore 21.00
Bassano del Grappa
Sala Tolio
Via Jacopo da Ponte

Leggi il Comunicato Stampa

 

Convegno su
"La Leggenda di Ezzelino"

Martedì 7 Dicembre ore 20.45
San Zenone degli Ezzelini
Ex scuole elementari di Sopracastello
con Leonardo Pianezzola

Leggi la Relazione sull'incontro

 

Premio Letterario


La visione di un territorio forte e unito
La capacità di sfidare ogni autorità e ogni limite
La leggenda di un uomo
maledetto perché libero
Perché capace di immaginare, per primo, la regione veneta.

link

Comune di Romano d'Ezzelino
La patria di Ezzelino
Associazione Castrum Soncini
Associazione Culturale
Academia Sodalitas Ecelinorum
Associazione storico-culturale
Parco Palude di Onara
Parco Naturale

AL CENTRO STUDI EZZELINO LO “SCUDETTO” DEI MEDIEVALISTI

Il Centro Studi Ezzelino da Romano riceve il Premio Italia Medievale e i complimenti e del mondo delle istituzioni e della cultura di tutto il Veneto, a partire dal Ministro Giancarlo Galan

[Articolo completo]

© Copyright Associazione Culturale “Centro Studi Ezzelino da Romano”, tutti i diritti riservati | Sito web e grafica: 3S sas di Demetrio Battaglia & C. | Ad: Renato Toffon | Responsabile di redazione: Simone Cavallin
Associazione Culturale “Centro Studi Ezzelino da Romano”, Via G. Leopardi 6 - 36060 Romano D’Ezzelino (VI)| C.F. - P.Iva 03574860247